Oct 18

mi appresto a fare cose tipo digitare su di un computer delle stringhe che dovrebbero essere un lavoro. Ma ho impastato la farina con il lievito, e in cucina qualcosa di vivo sta accadendo. Quando l’assurdità dell’intorno si fa cerchio chiuso, perimetro che ti racchiude, solo l’atto di impastare ti permette di forare la guaina, di passare al di là, per un poco. Perchè il pane è cosa viva che lavori con le tue dita e si fa massa elastica, dormiente all’apparenza e poi viva. Perchè quella massa odora di birra e di caldo, ed è poi polpa giallognola che spezzi con le mani e dai ad altri, che la portano dentro di sè. E’ frutto di terra e delle tue dita, è odore di risveglio e promessa di coperta calda. E’ un senso, un’ancora, un frutto. Digito stringhe, ascolto nel silenzio qualcosa che cresce.

Mar 3
con le mie dita
icon1 paolo | icon2 luce | icon4 03 3rd, 2011| icon3No Comments »

Il pane che oggi spezzo lo hanno fatto le mie dita. Il sorriso dei bimbi qui attorno l’ho provocato con una parola e un gesto. Due buchi sul muro, un filo teso a sostenere una tenda. Polvere e rumore premiati da un bacio leggero. Eccomi qui, con gli occhi che non mettono a fuoco, a cercare di trattenere il bene che mi scalda. Fuori è freddo, non importa. Lascio scivolare gli occhi sulle parole che rimano e mi appiccicano i pensieri.