Aug 15
incipit
icon1 admin | icon2 luce | icon4 08 15th, 2010| icon3No Comments »

Rüya dormiva a pancia in giù nel buio dolce e tiepido, sotto i rilievi, le valli ombrose e le delicate colline celesti dell’azzurra trapunta a quadri che copriva completamente il letto. Dalla strada giungevano i primi rumori del mattino d’inverno: il passaggio di qualche automobile e di vecchi autobus, lo sbatacchiare sul marciapiede dei bollitori in rame che il venditore di salep condivideva con il pasticciere, il fischietto del chiama-vetture alla fermata dei dolmus. Tende blu scuro affievolivano la luce plumbea che filtrava nella stanza. Galip, ancora pieno di sonno, guardò il viso della moglie che sporgeva dalla trapunta: il mento di Riiya era sommerso nel cuscino di piuma. Nella curva della fronte c’era qualcosa di surreale, che suscitava in lui un’ansiosa curiosità verso gli eventi meravigliosi che avevano luogo dentro quella testa. «La memoria – aveva scritto Celal in una delle sue rubriche – è un giardino». «Giardini di Rüya, giardini del Sogno… -si era detto allora Galip. – Non pensarci, non pensarci, altrimenti diventeresti geloso !» Ma Galip, osservando la fronte della moglie, non poté fare a meno di pensarci.

“Il libro nero” – Orhan Pamuk

Aug 14
incipit
icon1 admin | icon2 luce | icon4 08 14th, 2010| icon3No Comments »

Era l’istante più felice della mia vita, e non me ne rendevo conto. Se l’avessi capito, se allora l’avessi capito, avrei forse potuto preservare quell’attimo e le cose sarebbero andate diversamente? Sì, se avessi intuito che quello era l’istante più felice della mia vita non mi sarei lasciato sfuggire una felicità così grande per nulla al mondo. Quell’istante prezioso che avvolse il mio corpo in un abbraccio profondo e sereno forse durò solo qualche secondo, è vero, ma la felicità di quel momento parve proseguire per ore, estendersi per anni. Era il 26 maggio 1975, un lunedì, all’incirca le tre meno un quarto…

“Il museo dell’innocenza” – Orhan Pamuk