Un’altra giornata di nastri-maschera, pennelli, rulli e vernici. Mi guardo le braccia schizzate, cerco invano di pulire gli occhiali oramai a pois, sento il corpo stanco. Eppure, la giornata non e’ passata invano. Nel continuo sfarfallare delle immagini sui monitor, nel tambureggiare delle dita sulle tastiere, mi dimentico sempre del mio corpo. Salendo e scendendo scale, sollevando cose, sdraiandomi per raggiungere una posizione, un punto, mi sento, senza descrivermi.
Guardo le pareti colorate, le strisce, gli angoli. Sposto secchi con dentro stucco, cemento bianco, gesso. Riprovo il gusto di una birra gelata guardando il lavoro fatto, a sera, della fetta di pizza divorata in piedi.
Io sono qui, adesso. Sento il frinio dei grilli. Mi guardo i piedi magri, respiro piano.