E’ davvero esistita la yugoslavia di cui parlava kusturica ieri?
Quella del caffè lento, preso con altri, con gli altri?
La mia italia non è mai esistita. Non posso parlare di un qualcosa che si è dissolto, liquefatto. Nulla che sia imploso, o esploso. Il mio paese non l’hanno bombardato. Semplicemente, non è mai stato.
La luce mi batte sulle palpebre chiuse, nel treno affollato di gente. Cerco ristoro negli universi multipli, negli ologrammi e nei buchi neri. Qui anche krishna è inutile, arjuna si è fermato ed è sceso dal carro.
C’è un argine di terra scura e le mie mani vogliono sporcarsi di suolo grasso. Vorrei il nero della terra sotto le mie unghie. E dimenticare.