Apprendo da una frase captata per caso dell’arresto di karadzic. Niente da fare, l’isolamento mediatico e’ incrinato per un attimo e non resisto all’impulso irresistibile del guardone. Clicco su b92, che non mi e’ mai piaciuta nemmeno un po’ ma almeno pubblica notizie in inglese. La foto versione guru dell’esperto di medicine alternative e’ li sul mio schermo.
Dei Balcani, come dell’ italia, e’ la caratteristica di trasfigurare le piu’ tragiche vicende in grottesche macchiette. Il ghigno scomposto, la risata sguaiata nel cimitero. Per un attimo mi e’ tornato alla mente cio’ che avevo scritto su di uno scontrino, un secolo e mezzo fa. Cominciava con “E intanto in Jugo si muore”. Era il 1991, mi pare. Oggi sono qui, in questo simulacro di paese a me straniero, a guardare il medico newage radovan karadzic, immaginando per un secondo l’omeopata mladic. Come scriveva la Szymborska ” Dopo ogni guerra c’e’ chi deve ripulire. In fondo un po’ d’ordine da solo non si fa.”
Zivela Jugoslavija