May 27
…e invece…
icon1 paolo | icon2 apolide | icon4 05 27th, 2008| icon3Comments Off

invece occorre mantenere integro il senso del distacco.

May 5
funziona?
icon1 paolo | icon2 apolide | icon4 05 5th, 2008| icon3Comments Off

Funziona davvero. L’esperimento va avanti senza intoppi. E’ bastato passare dalla radicalita’ assoluta dell’eremitaggio mediatico a una taratura fine dell’esperimento e tutto si e’ stabilizzato. E funziona!
Le notizie rilevanti arrivano dal world service della bbc, talvolta dall’economist o da qualche altra testata di lingua inglese. Li’, l’italia e’ citata raramente, e solo per notizie che possono avere interesse reale per un pubblico internazionale. In compenso, le notizie dal mondo ci sono tutte, e ben “impaginate”.
La radio e’ stata sostituita da buoni podcast selezionati in lingua inglese o francese (oltre purtroppo non vado). Ce ne sono di ottimi: provare per credere. Della tv ho sempre fatto a meno volentieri.
Il mio netvibes e’ settato accuratamente con feed provenienti da siti selezionati, avendo cura di evitare le agenzie o i siti di informazione in tempo reale e privilegiando gli approfondimenti e l’attualita’ scientifica.
Il non guardare i giornali gratuiti o quelli altrui e’ solo un fatto di abitudine. Dopo un po’, si impara a focalizzare l’attenzione su altro.

Apr 17
il diritto di non essere informati
icon1 paolo | icon2 apolide | icon4 04 17th, 2008| icon3Comments Off

Se mai dovesse essere modificata la Costituzione, l’unica cosa che vorrei veder riconosciuta e’ la possibilita’ di non essere raggiunti dall’informazione.
Da tre giorni cerco di evitare ogni forma di informazione. Mi sto accorgendo che e’ impossibile: occorre mettere in campo ogni sorta di espediente, e la sconfitta e’ quasi certa.
Per me e’ stato l’improvviso disvelamento un mondo invisibile.
Gli accorgimenti principali che ho tentato di usare sono: cuffietta con musica e ascolto a occhi chiusi. In caso contrario, qualsiasi giornale gratuito aperto o gettato per terra fornisce un qualche spezzone di informazione, le cui lacune il cervello e’ lesto a colmare. Occhio alle borse e ai portafogli, pero’…
L’alternativa e’ il libro, ma deve essere aperto a distanza ravvicinata ed avere il pregio di essere cosi’ interessante da rendere impossibile ogni distrazione. In metro, e’ certamente preferibile la cuffietta.
A casa, niente tv e niente radio. Perfetti i tappi in caso di vicini anzianotti con tv ad alto volume.
Per la strada e’ pressocche’ impossibile difendersi. Io provo a farlo concentrandomi su alcuni particolari curiosi delle persone.
Battaglia persa in partenza? Certo, ma la vita non e’ forse un viaggio sperimentale?

Mar 19

Ho abbozzato un manuale di viaggi minimi (il tempo di un cambio di treno), ma ora mi sposto con gli aerei lowcost che costano assai meno. Pero’ gli aeroporti italiani, europei, si somigliano tutti. In 30 minuti, nelle zone aeroportuali, non hai nulla da visitare.
Ecco allora il progetto 2008, il piu’ difficile. Una forma di autoinganno, amaro come tutte le cose che sai non poter essere reali. Ricordarsi il meno possibile di avere la nazionalita’ di un paese in realta’ straniero.
Rammento la definizione di un libro, penso che fosse “La grande Vienna” di Toulmin, a proposito della generazione dei viennesi poco prima del tracollo dell’Austria-Kakania. “Alienati insieme al loro paese”. Un intero paese collassava. Il “mondo di ieri” veniva a mancare (ma che libro mediocre, quello di Zweig!). Del nostro collasso, ma forse dovrei limitarmi a parlare del mio, non saprei definire i confini. Mi limito a cercare una mediocre via di fuga.

Non ho mai posseduto un televisore. Eppure mi accorgo di non aver problemi a seguire le discussioni sulla metropolitana, in ufficio, a proposito di eventi televisivi. Conosco i personaggi, le situazioni. Eccolo li’, il rumore di fondo. Non avere l’apparecchio televisivo non e’ abbastanza, non rappresenta neppure un piccolissimo passo in avanti. Comunque e’ un primo punto.