Ho ascoltato swanlights, ho letto foster wallace. Cuffia nelle orecchie in treno. Mi sono uscite anche delle lacrime, tanto la signora di fronte stava facendo un cruciverba e non gliene poteva fregare di meno. La musica e i libri alludono, talvolta, a una forma di simpatia. Intuisci che chi suona o scrive ha provato qualcosa di simile alla tua esperienza del mondo! E questo, sì, è il momento del miracolo.
Non c’è notte in cui io non mi sia immaginato in una trincea. E’ il mio costante rifugio notturno. Non di giorno. Lì dalle trincee esci. Con le forbici in mano, senza nemmeno strisciare, come in uomini contro. La mia trincea di questa notte è la 1010. Le mie trincee hanno un numero. Due fili di reticolato di fronte. Il secondo, stanotte, ha tenuto fino alle 4. E poi sono uscito, con la luce, e nemmeno le mani alzate.