Nov 18

Il gioco di prestigio oggi consiste nel vedere il mondo che piove, e lasciarselo scorrere addosso in rigagnoli che assomigliano a vene trasparenti. Il paradosso è nell’impossibilità di essere giusti, e felici. E’ possibile che sia così? Che la beffa suprema sia in questo, che è impossibile farcela, che occorre accomodarsi ad accettare l’imperfezione, l’inganno?
No, non può essere così. Esiste la strada, deve esistere.
Questa pioggia che mi riga il volto, segna il mio passo. Mi sposto a zigzag.

Nov 16
streetnoise
icon1 paolo | icon2 cronache dal buio | icon4 11 16th, 2010| icon3No Comments »

Ci si accosta alle cose senza guardarle realmente. Perchè nelle cose, nelle persone, negli animali, c’è uno specchio.
E allora ci si dice che l’inesprimibile è il frutto di altro, è altro da noi, è l’esperienza aliena. E’ secondlife, magari.
Ma siamo noi. Che non ci vediamo perchè non sapremmo reggere il nostro stesso sguardo riflesso. Deviato e ritorto, e tornato a noi in pegno, attraverso strade secondarie. Noi, aggrappati ai nostri dischi come a scialuppe di salvataggio. Alla deriva lungo le trame di film visti con le interruzioni dei rotoloni regina e del parmigiano reggiano.  Con telefoni muti nelle tasche, con macchine fotografiche che serrano in grembo memorycard traboccanti di muri, cartelli e scritte oscene.
Ma le mele sono buone, in questa stagione. Il succo delle arance disseta. Il vento costringe a chiuderli, gli occhi. Ci sono le voci stridule e le manine sudate. Le cene di hotdogs e l’organo ululante di auger. Le scarpe da ginnastica comode, e chissenefrega se i piedi ci si bagnano dentro. Ci sono gli altri che siamo, sulla metro, ed io che leggo i giornali che in realtà non leggo nè leggerei mai. E tutto si confonde, la distanza è acqua.

Nov 12

Quando misuro il silenzio delle tue spalle

accosto il metro delle scapole vive

al desiderio di ciò che è stato ieri

non ne respiro che un’ombra, un’assenza

l’incrocio dei capelli sulla tua macchia calda

Ed il mio corpo vano

Nov 10

Essere irrilevanti. Non è mai completamente vero.

Non puoi essere irrilevante per le creature piccole che ti cercano la mano quando cala il buio, o ti appoggiano la testa sulla spalla mentre leggi una fiaba. Non è irrilevante essere colui che spalma marmellata su di una fetta di pane o spreme agrumi per cavarne succo. E’ l’esistenza trepidante delle creature piccole che ti rende in qualche modo reale.

Il resto, cosa è mai il resto?

Quando finirà l’epoca della rilevanza, per chi ora si appoggia alla mia maldestra maggiore età, allora arriverà, forse, la possibilità del riposo.

Solo allora, l’irrilevanza sarà reale.