Il gioco di prestigio oggi consiste nel vedere il mondo che piove, e lasciarselo scorrere addosso in rigagnoli che assomigliano a vene trasparenti. Il paradosso è nell’impossibilità di essere giusti, e felici. E’ possibile che sia così? Che la beffa suprema sia in questo, che è impossibile farcela, che occorre accomodarsi ad accettare l’imperfezione, l’inganno?
No, non può essere così. Esiste la strada, deve esistere.
Questa pioggia che mi riga il volto, segna il mio passo. Mi sposto a zigzag.