La forza delle coincidenze e dei simboli sta nel fatto che puoi passare una vita intera senza notarle, ma se poi, per curiosità o gioco o necessità vitale, guardi le cose con la pelle rivoltata all’insu’, allora eccole lì, tutte intere.
Ieri una giornata faticosa di lavoro si è conclusa poco prima delle 20, entrando per svago nel negozio cinese da qualche giorno aperto sotto casa, nella periferia cinese di roma.
Sono entrato per vedere cacciaviti, utensileria, colle e vernici. Mi rilasso anche così. Appena entrato, in diffusione è partito un pezzo degli Smiths. Un pezzo strano, da “Strangeways…”. Uno di quelli che non ascolti mai, nemmeno se sei un fan accanito.
Una radio? E quale? No, nessuna radio, non ci sono voci. Un cd, allora. Attendo il brano successivo, e un altro ancora. Due pezzi dance del momento. Cosa ci faceva quel brano lì. Cosa? Che senso aveva?
Io non lo so. La non linearità della vita e dei comportamenti è cosa assodata. Ma anche la presenza dell’inesprimibile, per dirla con parole di altri.