Un paese tranquillo. Vivo in un paese tranquillo. Meno di 15000 anime, turno unico.
In questo paese tranquillo di una regione tranquilla con tante piccole fabbriche tranquille dove lavorano tanti operai tranquilli (e tranquillamente cassintegrati), c’e’ una famiglia.
Molto tempo fa sarebbe stata la famiglia nobile, in tempi a noi piu’ vicini li avresti definiti i signori del paese.
Oggi guidano gli affari e la politica. Il sindaco gia’ dai tempi della dc dorotea buonanima. Poi e’ arrivato il seggio al Senato della repubblica, due tranquilli mandati da sindaco azzurro. Ora la giovane figlia bionda e sorridente, consulente anas come da volantino patinato. Sindaco, con papi (quello vero) a fare da capolista per il partito di papi (l’altro). Quarantaquattrto e rotti per cento. La lega al 35 e passa. Candidati tutti maschi, un paio di tipologie di ghigno. Questo e’ un pezzo di nordest. Il luogo in cui la mutazione antropologica italiana ha assunto le sue forme piu’ ripugnanti