E continuo ad essere qui, a scrivere scalette di viaggi che altri faranno. Guidarli passo passo, in una data futura (ma prossima).
Questo stare sulla sedia a scrivere, a cliccare mail, a cercare di non pensare.
Sono anche entrato nell’acqua putrida del mare, oggi, per un bagno tra bottiglie e alghe. Mi sono sentito piuttosto vivo.
Dove vi consigliero’ di andare a cena? Da Figlmuller per la cotoletta o a Grinzig per il vinello? So dove saro’ io. Su questa sedia, a cliccare e cliccare. A fare viaggi virtuali che altri faranno, oppure a disegnare traiettorie per viaggi minimi da bruciare nell’attesa di un cambio treno. Come a Bologna di notte, in 30 minuti, la scorsa settimana.
Saro qui perche’ qui stanno quelli come me, di fronte ad uno schermo. Poi andro’ a letto, leggero’ una poesia di Carver, mi ripromettero’ di fare qualche esercizio yoga, ma domani. Domani, riposero’. Seduto sulla sedia, gioendo per la mail arrivata, l’sms da ridere, l’ultimo aggiornamento di quel software opensource. Apriro’ il frigo come sempre. Mi farciro’ il panino con l’ultima fetta di prosciutto.