Apr 29
Quadrato nero
icon1 paolo | icon2 (De)Mens, immagini | icon4 04 29th, 2005| icon3No Comments »

Mostra di Malevic a Roma: unico visitatore in un mercoledi’ sera luminosissimo. Enorme impressione.
Come e’ possibile che un quadrato nero possa essere avvertito come “mistico”? Eppure questa e’ stata la mia reazione. Indiscutibile.
Quanto questa reazione e’ un fatto culturale, dovuto al mio vissuto,
e quanto legata a un dato neurologico comune?

Frugando in rete, una lettura interessante sul tema:
la terza delle letture sulla “mente emergente” di Vilayanur S Ramachandran per il quarto canale della BBC .
Sul tema, naturalmente, e’ attivissimo Semir Zeki.
Un buon paper, in pdf e’ The neural correlates of beauty.

Apr 21

Le cose che accadono cosi’…tipo imbattersi per caso in una poesia di Mark Strand.
Copia e incolla:

E’ vero, come ha detto qualcuno, che
in un mondo senza paradiso tutto è addio.
Sia che tu saluti con la mano o no,

E’ addio, e se non ti salgono lacrime agli occhi
E’ addio lo stesso, e se fingi di non accorgerti,
odiando ciò che passa, è addio lo stesso.

Apr 20

Mi chiedo solo se esista una via di fuga, se sia almeno ipotizzabile in astratto.

Apr 13

Sede vacante e testa penzolante.
Stranezza del non sentire il consueto sferragliare sotto il sedere.
Armeggiare intorno a tabelle di excel. E poi, ancora vagoni, e papers di Panksepp e di Solms, di Damasio e Le Doux.
La mente, le menti, il cervello, le parole, i neuroni. E fuori piove.
Paesaggi mi scivolano accanto da finestrini imbrattati, come film in bianco e nero colorati dopo trent’anni.
Penso a Pietro Lorenzetti ad Assisi.
A quanto i suoi affreschi (e quelli di Simone Martini) siano piu’ belli, piu’ intensi, di quelli di Giotto.
Ricordo la Crocefissione di Cimabue che tanto mi aveva spaventato (ed attratto, ovviamente) da bambino.
Ho pronti curricula nuovi di zecca, pronti per invii a uomini annoiati. Leggo righe e righe di esperienze passate.
Sono davvero io?
Forse si’, almeno quella parte di me stesso che continua ad armeggiare con ferraglie informatiche, come un tempo smontava
e distruggeva trenini e torcette.
Chiavi usb, cavi di fotocamere digitali, tastiere con spinotti posticci, led
Tutto un mondo che canta, ed io suono. Tocco i tasti e suono.

Apr 6

Scrivere non e’ qualcosa tipo una liberazione. E’ la frustrazione del sentirsi incompleti.
Scrivere perche’ la vita, al di la’ o al di qua delle parole, e’ immancabilmente inappagante.
Le parole non riescono a colmare i vuoti, ma almeno tentano di descriverli. Senza riuscire.
Cambia davvero qualcosa se abbiamo conosciuto mille persone oppure solo una?
Conosciamo mai davvero qualcun’altro?

Apr 4

Nell’arco di pochi giorni una serie di scomparse.
Personaggi noti attraverso i media, ma non conosciuti (ne’conoscibili) personalmente: il Papa.
Persone conosciute direttamente: un parente acquisito, personata stimata e stimabile, comunicativo.
Persone non conosciute ne’ famose: un turista (americano? tedesco?) che si e’ accasciato, fulminato da un infarto, davanti ai miei occhi spaventati, a Venezia.
La valanga della commozione mediatica costruita e amplificata dalle televisioni, il dolore “sociale” della cerchia dei conoscenti, lo schianto sordo e solitario, senza un nome, nulla.
Tutto questo vuol dire qualcosa? Difficile dirlo, probabilmente nulla significa nulla.
Siamo noi a creare connessioni tra eventi, a tessere ragnatele.
Perche’ e’ cosi’ che immagino i nostri neuroni, come grumi di reticoli, tessuti e percorsi da nessun ragno.