In giorni come questi, vorrei poter pensare ad altro. In parte ci riesco. Mi concentro su barre dinamiche, codice da ottimizzare, validazioni.
Poi torno a sentire tutto il peso di vivere qui, adesso, in questo paese che mi da’ la nausea.
Pensare a Calderoli e Nania padri della nuova costituzione, ascoltare i commenti di Rutelli, mi getta nel panico. Fuggire via, emigrare. Ma dove, dove?
Opto per la selezione random di due dischi. Pesco “Mellon Collie” degli Smashing Pumpkins e “Sweet Oblivion” degli Screaming Trees. Due dischi vecchi. Non sopporto la voce di Corgan (Dio com’e’ giovane nella foto del disco). Pero’ il cd e’ bello, ancora molto bello.
Leggo un paio di racconti dalle “Memorie di un viaggiatore spaziale” di Stanislaw Lem. Forse e’ nello spazio che potrei tagliare le mie radici. Forse neppure li’.
Quanta gente passa, durante il giorno, nella mia stanza. Aprono la porta, che cigola un poco, mi osservano un secondo con un sorriso, poi mi chiedono immancabilmente se ho un minuto da dedicare al loro computer. Si’, ho sempre un minuto per i loro computer.
Vedo desktop strabordanti di icone, osservo i nomi delle directories che hanno creato. Mi passano davanti cosi’ tante vite… Non immaginano quanto quei desktop, quanto quelle cartelline parlino di loro. Tutto un brulicare di vita, confusa, in un paese vuoto.