Jan 8

Mi accorgo di aver smarrito il filo delle parole, di non riuscire più ad armeggiare coi discorsi, se non pasticciando frasi banali. E forse non è un male, dopo tutto. La sera, nella stanchezza del rifiuto in cui dimoro, ho occhi per le immagini di altri. Gli scatti dei fotografi dell’FSA mi si appiccicano agli occhi. Non riesco a uscirne. Ne sono ossessionato, a tratti. Le foto nella metro di Evans. Le foto dei volti nella metro. I bambini cubani che dormono sul sagrato. Le carte appese sui muri. Strade vuote e fili, e il sole bianco e le ombre nere. Meridiani di spigoli e paralleli di assi sconnesse. Domani ci sarà domani. Ho chiesto anch’io con il tetro facebook la Bacchelli per Cappello. Non sapevo stesse così male.

Nov 27

Washstand in the dog run and kitchen of Floyd Burroughs' cabin. Walker Evans, 1935

Nov 27

Mi piacerebbe di me dimenticarmi,
e camminare, e respirare per te,
essere come i ragazzi che quando li prende il sole
si lasciano seminare dove lui vuole,
e mai ritrovarsi, e non più capire di me stesso,
ma essere gioioso dell’aria che mi attira
là dove la vita si pensa vivere.

Franco Loi – Me piasaríss de mí desmentegâss

Nov 24

Uno mi dice a questo punto bisogna mettere
la parola amen
perché questa sarebbe una preghiera, come l’hai fatta tu.

E io dico che mi piace la parola amen
perché sa di preghiera e di pioggia dentro la terra
e di pietà dentro il silenzio
ma io non la metterei la parola amen
perché non ho nessuna pietà di voi
perché ho soltanto i miei occhi nei vostri
e l’allegria dei vinti e una tristezza grande.

da Parole Povere di Pierluigi Cappello
 

Nov 24
The Commons
icon1 admin | icon2 immagini, the commons | icon4 11 24th, 2011| icon3No Comments »

Washington, D.C. Government charwoman - Gordon Parks, 1942

Nov 23
The Commons
icon1 admin | icon2 the commons | icon4 11 23rd, 2011| icon3No Comments »

Greek girl in coffee shop, July 1950

Nov 20
sonetti ferroviari
icon1 paolo | icon2 versi | icon4 11 20th, 2011| icon3No Comments »

Luci fioche ombreggiano stazioni incustodite
neon balbettanti spingono nel vuoto il vuoto
e soffiano respiro nei contorni bruschi delle nostre vite:
ansie di estasi, abbandoni, mantra pendolari, om e loto.

Caravelle sparse verso mondi inesplorati
vagoni incatenati l’uno all’altro, plastiche sbeccate
dimensioni inaudite, filosofie sublimi, amor fati
apparenze di sollievi prese a nolo e poi pagate a rate.

Capolinea il desiderio sul sedile, affrettandoti alla porta
le chiavi, senti?, pulsano metalliche sul fondo della tasca
Muore il cigolio della frenata e il suo arrestare è ciò che importa

Nulla è più irreale della memoria del tuo prima
un attimo che è stato, luminescenza antica di minuzie
il tuo smarrirti in piedi, e nella cruna ingarbugliata non infilar la cima.

Nov 20
gualtieri
icon1 paolo | icon2 letture | icon4 11 20th, 2011| icon3No Comments »

Ma se non ci fosse il cielo diurno o quello
stellante cielo se. Come bruchi
noi allora, come fiori schiacciati
nei libri.

Nov 19
The Commons
icon1 admin | icon2 the commons | icon4 11 19th, 2011| icon3No Comments »

Unknown from Lincoln Coffee Lounge & Cafe, 1948

Oct 22
Adesso c’è
icon1 paolo | icon2 versi | icon4 10 22nd, 2011| icon3No Comments »

Ci sono gradi differenti dell’assenza
il vuoto sordo delle spalle a sollevarsi ed abbassarsi
le parole che spingono sul ciglio del burrone.
Come nell’acqua di Vigo il fantasma della donna
agita i veli e lentamente si dimena
così balbetto il tuo nome e il mio
nel vuoto che mi inscrive nel suo cerchio.
Io ho paura, penso
ho paura.
E cos’è questo schiacciarsi in testa
un’abbuffata di ricordi (tu)
oppure il desiderio mai sopito (io)
di cancellare, fare spiazzi
disegnare radure e tane,
buche di struzzi
bunker e fughe vane.
E’ la presenza di un’assenza
la crocefissione ferroviaria
il torto ripagato in mente
la notte che prende
una sua biforcazione
e ti accompagna
dentro il tuo sonno inesorabile
lasciandomi a un vegliare isterico
croda di pianura
sete senza l’acqua.

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